Per un’agenzia assicurativa il costo del social non è il canone del software. È il tempo del titolare o del collaboratore che scrive il post, sceglie l’immagine, controlla che una frase su una garanzia non diventi un’informazione precontrattuale sbagliata, chiede l’ok alla mandante quando serve e poi risponde a un commento che chiede un preventivo. Il calendario è la parte facile e la meno costosa.
Quasi tutte le classifiche italiane su questa ricerca confrontano gli stessi strumenti generalisti senza mai nominare l’attività di intermediazione. Questa pagina applica un unico caso d’acquisto a dieci prodotti: agenzia con una sede, quattro profili attivi, due persone che toccano i contenuti, un titolare iscritto al RUI che approva prima della pubblicazione e un budget realistico sotto i 100 dollari al mese.
I prezzi riportati sono quelli pubblicati dai fornitori alla data indicata. Cambiano spesso, escludono l’IVA quasi ovunque e in diversi casi la funzione che serve davvero a un’agenzia — l’approvazione — compare solo due piani sopra quello mostrato in homepage. Dove succede, la pagina lo dice e mostra il costo reale.
theStacc è l’editore di questa pagina e vende il prodotto classificato al primo posto. La posizione deriva dai criteri dichiarati e dalle pagine ufficiali dei fornitori consultate il 20 agosto 2026, non da test pratici, interviste, clienti o pagamenti. Nessuno dei prodotti citati, theStacc compreso, certifica il rispetto degli obblighi IVASS: la verifica resta dell’intermediario e della sua mandante.
La risposta breve
Per un’agenzia con quattro profili, budget sotto 100 $ al mese e nessuno che scriva i contenuti, theStacc è la prima scelta perché produce testi e immagini e li pubblica dopo approvazione. Planable è migliore se conta soprattutto il controllo sulle bozze. PostPickr è la scelta più italiana quando i contenuti esistono già.
- theStacc — agenzie mono-sede che devono pubblicare con continuità su quattro reti senza nessuno che scriva i post
- Planable — agenzie che devono impedire a chiunque di pubblicare senza il via libera del titolare
- PostPickr — agenzie che producono già i contenuti e vogliono uno strumento in italiano con fatturazione italiana
- Metricool — agenzie che vogliono capire che cosa funziona e hanno già chi produce i contenuti
- Agorapulse — agenzie in cui i social generano richieste di preventivo che qualcuno deve smistare ogni giorno
- SocialPilot — agenzie con due o tre persone che vogliono approvazione e inbox al prezzo più basso della lista
- Buffer — agenti singoli o agenzie con due profili che pubblicano poco e vogliono spendere il minimo
- Hootsuite — reti agenziali e direzioni commerciali che devono coordinare più agenzie sotto lo stesso marchio
- Meta Business Suite — agenzie che pubblicano solo su Facebook e Instagram e non vogliono aggiungere un canone
- Gestione Social — agenzie disposte a valutare un fornitore italiano più piccolo dopo una verifica diretta
Che cosa cambia rispetto a un negozio o a uno studio qualsiasi?
Cambia che i profili social di un intermediario sono materia regolata. Il Regolamento IVASS n. 40 del 2 agosto 2018 dedica ai canali digitali un articolo intitolato «Sito internet e profili di social network degli intermediari», collocato nel capo sulla promozione e sul collocamento mediante tecniche di comunicazione a distanza. Lo stesso capo contiene un articolo dedicato alle comunicazioni commerciali diffuse con quelle tecniche.
La definizione di pubblicità usata dal regolamento è volutamente ampia: qualsiasi messaggio, diffuso con ogni mezzo e con qualunque modalità, che promuove prodotti assicurativi. Un reel, una storia, un commento sotto un post e una sponsorizzata rientrano nello stesso perimetro di un cartello in vetrina. Il Regolamento IVASS n. 41/2018 aggiunge che la pubblicità deve essere chiara, coerente con il set informativo del prodotto e riconoscibile come pubblicità.
Nella pratica quotidiana questo si traduce in tre esigenze che un tool generalista non nomina mai. Serve un passaggio di approvazione prima della pubblicazione, non dopo. Serve poter ricostruire chi ha scritto, chi ha approvato e quando. E serve tenere fuori dai commenti pubblici qualunque cosa somigli a una quotazione personalizzata, spostando la conversazione su un canale privato.
Va detto con chiarezza: nessun software di questa lista rende un’agenzia conforme. I prodotti offrono al massimo bozze, ruoli, approvazioni e cronologia. La valutazione sul contenuto resta al titolare e, per i prodotti della mandante, alle sue funzioni di controllo. Il testo consolidato del Regolamento 40/2018 è stato più volte modificato: va letto nella versione aggiornata, non in una copia del 2018.
Prove di adeguatezza al settore da richiedere
- Verifica che il titolare iscritto al RUI possa vedere testo, immagine, link, rete e data in una sola schermata prima di approvare.
- Chiedi se il prodotto conserva una cronologia di chi ha modificato e chi ha approvato ogni post, esportabile senza aprire un ticket.
- Prova a bloccare la pubblicazione di una bozza non approvata: alcuni piani mostrano il flusso ma non lo impongono.
- Controlla come vengono gestiti i messaggi diretti che contengono dati personali o richieste di preventivo.
- Calcola il prezzo su quattro profili, due utenti e approvazione attiva, non sul piano d’ingresso della homepage.
- Chiedi dove sono conservati bozze, immagini, token di accesso ai social e per quanto tempo restano disponibili dopo la disdetta.
- Concorda con la mandante quali contenuti passano dalla direzione e quali restano in autonomia dell’agenzia.
Come abbiamo valutato i fornitori
La domanda di classifica è una sola e ristretta: quale prodotto porta a termine più lavoro social ricorrente per un’agenzia assicurativa italiana con una sede, quattro profili, due persone e meno di 100 dollari al mese, senza che nessuno in agenzia debba scrivere i contenuti da zero? Su questo criterio, e solo su questo, theStacc arriva primo.
I pesi seguono il costo reale del lavoro. Produzione e pubblicazione valgono il 30% perché sono la parte che un’agenzia non riesce a coprire internamente. Approvazione e tracciabilità valgono il 25% per il contesto regolato descritto sopra. Adeguatezza al mercato italiano vale il 20% e comprende lingua, fatturazione, IVA e supporto. Il costo su quattro profili vale il 15%. Conversazioni, analisi e report valgono il 10%.
theStacc vince perché al prezzo pubblico di 49 dollari al mese produce trenta post con testo e immagine per Instagram, LinkedIn, Facebook e X e li pubblica dopo approvazione. Gli altri nove prodotti, con l’eccezione parziale di uno, sono strumenti di pianificazione: presumono che l’agenzia porti i contenuti. Questa è la differenza che sposta la classifica, e non riguarda la qualità del calendario.
Sugli altri criteri theStacc perde, e la pagina lo dice nelle schede. Planable governa meglio le approvazioni. PostPickr è più italiano su fatturazione, lingua e ruoli cliente. Agorapulse e Hootsuite gestiscono meglio le conversazioni in ingresso. Metricool misura meglio. Meta Business Suite costa zero. Nessuno dei dieci offre funzioni pensate per gli obblighi IVASS.
Le posizioni non misurano risultati commerciali, qualità giuridica dei testi né sicurezza verificata da terze parti. Ogni prezzo e ogni funzione arrivano dalle pagine ufficiali datate in fondo. Rispetto ai primi risultati italiani su questa ricerca, qui il caso d’acquisto è identico per tutti i prodotti e il costo dell’approvazione è reso visibile invece di essere nascosto in una tabella di confronto.
| Criterio | Peso | Che cosa ha contato |
|---|---|---|
| Produzione e pubblicazione | 30% | Conta se il prodotto scrive il testo, prepara l’immagine e pubblica davvero, non se offre una coda vuota da riempire. |
| Approvazione e tracciabilità | 25% | Bozze bloccanti, ruoli distinti, cronologia delle modifiche e delle approvazioni, esportabilità di quella cronologia. |
| Adeguatezza al mercato italiano | 20% | Lingua dell’interfaccia, fatturazione e IVA in Italia, supporto in italiano, ruoli pensati per un cliente esterno. |
| Costo su quattro profili | 15% | Prezzo effettivo con quattro canali, due utenti e approvazione attiva, incluse le differenze fra mensile e annuale. |
| Conversazioni e misurazione | 10% | Inbox, assegnazione dei messaggi, analisi e report contano quando in agenzia c’è qualcuno che li usa davvero. |
Ogni fornitore doveva soddisfare gli stessi requisiti minimi prima che la sua posizione venisse presa in considerazione.
- Pubblicazione o programmazione documentata su almeno due tra Facebook, Instagram e LinkedIn.
- Prezzo pubblico, piano gratuito, oppure indicazione esplicita che il prezzo non è pubblicato.
- Almeno una fonte ufficiale del fornitore consultata il 20 agosto 2026 per funzioni e condizioni economiche.
- Un limite concreto dichiarato per ogni prodotto, theStacc compreso.
- Nessuna posizione basata su recensioni non verificabili, testimonianze o promesse di acquisizione clienti.
L’elenco dei fornitori analizzato
Le posizioni derivano dalla metodologia pubblicata e dalla data di chiusura delle fonti, non sono una garanzia di risultato. Ogni scheda indica la migliore adeguatezza e il limite che con maggiore probabilità cambia una decisione d’acquisto.
Punti di forza documentati
- Produce testo e immagine per quattro reti invece di consegnare un calendario vuoto da riempire in agenzia.
- Applica alle creatività il logo reale dell’agenzia, non una versione ricostruita graficamente.
- La modalità con approvazione preventiva trattiene ogni bozza finché una persona non la pubblica.
- Prezzo pubblico a 49 $ al mese con scaglioni dichiarati a 30, 60 e 120 post, senza preventivo.
- Le didascalie possono essere prodotte in italiano tramite le 34 opzioni di lingua per i contenuti social.
Limiti da verificare
- Nessuna funzione dedicata agli obblighi IVASS: la valutazione del contenuto resta all’intermediario e alla mandante.
- Interfaccia del prodotto in inglese, un attrito reale per un collaboratore che non lavora in inglese.
- Solo quattro reti: niente TikTok, YouTube, Pinterest o Threads, e niente video, Reels o Storie.
- Nessuna inbox social né assegnazione dei messaggi in ingresso: i commenti si gestiscono sulle piattaforme native.
Primo sul criterio dichiarato — lavoro prodotto e pubblicato sotto 100 $ — non sulla gestione del settore assicurativo. Planable controlla meglio le approvazioni, PostPickr è più italiano, Agorapulse e Hootsuite gestiscono meglio i messaggi in ingresso.
Il modulo Social parte da 49 dollari al mese per trenta post mensili, con scaglioni successivi da sessanta e centoventi post. Le destinazioni documentate sono quattro: Instagram, LinkedIn, Facebook e X. Il sistema scrive una versione adatta a ogni rete e applica il logo reale dell’agenzia alle immagini, invece di generarne una riproduzione approssimativa.
Le modalità di controllo sono tre: autopilota, approvazione preventiva e manuale. Per un intermediario l’unica impostazione sensata è la seconda, con il titolare che apre la bozza e decide. Le didascalie possono essere prodotte in una delle 34 opzioni di lingua disponibili per i contenuti social, quindi in italiano, mentre l’interfaccia del prodotto resta in inglese.
I limiti sono netti e vanno pesati prima di firmare. Non esistono TikTok, YouTube, Pinterest o Threads. Non esistono video, Reels o Storie. Non c’è una inbox social né una gestione dei messaggi diretti paragonabile alle suite più ampie. E soprattutto non esiste alcuna funzione dedicata alla normativa assicurativa: nessun controllo su IVASS, nessuna libreria di disclaimer di prodotto, nessuna verifica del set informativo. Quel lavoro resta interamente al titolare che approva.
Fonti verificate: theStacc Social Media, consultato il 20 agosto 2026, theStacc prezzi, consultati il 20 agosto 2026
Punti di forza documentati
- Il piano Pro offre l’approvazione obbligatoria: nessuna bozza raggiunge il pubblico senza un via libera esplicito.
- Il blocco del contenuto dopo l’approvazione impedisce modifiche fra l’ok del titolare e l’uscita del post.
- Utenti illimitati su Basic e Pro, quindi collaboratori e subagenti non aumentano il canone.
- Il modello a workspace separa in modo pulito agenzia, eventuali sedi secondarie e campagne.
Limiti da verificare
- Non produce i contenuti: testo e immagini devono arrivare dall’agenzia o da un fornitore esterno.
- L’approvazione a più livelli è riservata al piano Enterprise, con prezzo solo su richiesta.
- Analisi e inbox social sono add-on a pagamento per workspace, con importi discordanti nelle diverse sezioni della pagina prezzi.
- Tetto di post per workspace: 60 al mese su Basic e 150 su Pro, da verificare rispetto al piano editoriale reale.
Vince nettamente sul controllo delle bozze, che è il secondo criterio per peso. Perde sul primo: i contenuti li deve portare l’agenzia, e l’approvazione a più livelli è riservata al piano Enterprise a prezzo su richiesta.
Planable ragiona per workspace, definito dal fornitore come spazio dedicato a un cliente, un brand o una sede, con proprie pagine, calendario, team, campagne e flusso di approvazione. Il piano Basic costa 33 dollari al mese per workspace e include 60 post mensili e 4 pagine social. Il piano Pro costa 49 dollari e sale a 150 post e 10 pagine social. Gli utenti sono illimitati su entrambi.
La differenza che conta per un intermediario sta nei tipi di approvazione. Basic ne offre due, nessuna e facoltativa. Pro ne aggiunge una terza, obbligatoria: la bozza non esce finché non riceve il via libera. Esiste inoltre il blocco del contenuto dopo l’approvazione, che impedisce modifiche silenziose fra l’ok del titolare e la pubblicazione. È esattamente il comportamento che serve quando la firma sotto il post è quella di un iscritto al RUI.
I limiti sono due. L’approvazione a più livelli, quella che servirebbe a una rete con direzione commerciale e agenzia, esiste solo nel piano Enterprise a prezzo personalizzato. E le analisi e la inbox social non sono incluse: sono componenti aggiuntivi a pagamento per workspace, con importi indicati in modo non coerente fra le sezioni della pagina consultata.
Fonti verificate: Planable prezzi, piani e approvazioni, consultati il 20 agosto 2026
Punti di forza documentati
- Interfaccia, assistenza e fatturazione in italiano, con prezzi in euro e IVA gestita in Italia.
- Il ruolo Cliente dà accesso di sola visualizzazione, approvazione e note, incluso dal piano Business.
- Il piano Business copre 10 progetti e 40 canali, ben oltre il fabbisogno di un’agenzia mono-sede.
- Prova gratuita di 30 giorni senza carta di credito, con disdetta automatica alla scadenza.
Limiti da verificare
- Non produce testi né immagini: il carico creativo resta interamente in agenzia.
- Il ruolo Cliente, cioè l’approvazione esterna, non è disponibile sul piano Professional da 19 euro.
- Prezzi IVA esclusa: per un’agenzia il costo effettivo è superiore a quello mostrato in tabella.
- Nessuna funzione dedicata al settore assicurativo né ai contenuti di prodotto.
La scelta più coerente con il mercato italiano fra i dieci prodotti: interfaccia, assistenza e fatturazione in italiano, con un ruolo esterno di sola approvazione incluso dal piano Business. Non scrive però i contenuti al posto dell’agenzia.
PostPickr pubblica quattro piani a prezzo pieno visibile. Professional costa 19 euro al mese con 3 progetti, 12 canali e un membro aggiuntivo. Business costa 49 euro al mese con 10 progetti, 40 canali e quattro membri aggiuntivi. Advanced sale a 99 euro e Agency a 159 euro. Lo sconto annuale dichiarato è del 20% e tutti i prezzi sono indicati IVA esclusa.
Il dettaglio che rende PostPickr interessante per un intermediario è il ruolo Cliente: un utente esterno con soli privilegi di visualizzazione, approvazione e note sui post. È disponibile a partire dal piano Business, con dieci posizioni incluse. In pratica il titolare, o la persona della mandante che deve dare un parere, entra senza poter modificare né pubblicare. Il piano Professional non lo prevede.
Il concetto di Progetto separa gruppi di canali, contenuti, collaboratori e statistiche: utile se l’agenzia gestisce anche una seconda sede o una pagina personale del titolare. La prova gratuita è di 30 giorni senza carta di credito e con disdetta automatica alla scadenza. Resta il limite di fondo: il tool organizza e pubblica, ma il piano editoriale e i testi restano un lavoro dell’agenzia.
Fonti verificate: PostPickr piani e prezzi, consultati il 20 agosto 2026, PostPickr formulazione dei piani e ruolo Cliente, consultata il 20 agosto 2026
Punti di forza documentati
- Piano gratuito utilizzabile davvero, con un brand e venti contenuti programmabili al mese.
- Inbox disponibile su tutti i piani per Instagram, Facebook, Google Business Profile, TikTok e YouTube.
- Analisi e confronto con i profili concorrenti fra i più completi della lista a questo prezzo.
- Starter da 16 euro al mese in fatturazione annuale, adatto a un’agenzia che pubblica poco.
Limiti da verificare
- Approvazione dei post, ruoli e gestione del team solo dal piano Advanced, a 54 euro mensili per quindici brand.
- Un’agenzia con un solo brand paga capacità che non userà pur di ottenere l’approvazione.
- X richiede un componente aggiuntivo a pagamento per pubblicazione e inbox.
- Non produce i contenuti e non offre nulla di specifico per l’intermediazione assicurativa.
Il rapporto qualità-prezzo migliore per misurare, con un piano gratuito serio e uno Starter economico. L’approvazione dei post però compare solo dal piano Advanced, che triplica il canone rispetto allo Starter.
Metricool ha un piano gratuito che copre un brand, tutte le reti tranne LinkedIn e X, la programmazione di venti contenuti al mese e trenta giorni di storico. Per un’agenzia che sta iniziando è sufficiente per capire se il canale rende. Lo Starter parte da 20 euro al mese in fatturazione mensile, o 16 euro in annuale, e sblocca LinkedIn e la pubblicazione senza il tetto dei venti contenuti.
Il punto critico è dove finisce l’approvazione. Il sistema di approvazione dei post, la gestione del team e dei clienti e la gestione dei ruoli non esistono su Free e Starter: partono dal piano Advanced, che in fatturazione mensile costa 54 euro per quindici brand, 43 euro se pagato annualmente. Per un’agenzia con un solo brand significa pagare quattordici brand inutilizzati per ottenere il flusso di approvazione.
La inbox è invece disponibile su tutti i piani per Instagram, Facebook, Google Business Profile, TikTok e YouTube; LinkedIn dallo Starter in su, mentre X richiede un componente aggiuntivo a pagamento. I prezzi indicati non includono l’IVA e la pubblicazione illimitata è soggetta a una politica di uso corretto.
Fonti verificate: Metricool prezzi, piani e approvazioni, consultati il 20 agosto 2026
Punti di forza documentati
- Inbox unificata su tutti i piani, con moderazione dei commenti e delle recensioni Google.
- Assegnazione delle conversazioni a una persona precisa dal piano Professional, utile con più collaboratori.
- Report di performance e ROI di base inclusi anche nel piano d’ingresso, con esportazione PDF e CSV.
- Prova gratuita di trenta giorni senza carta di credito dichiarata sulla pagina prezzi.
Limiti da verificare
- Prezzo per utente: due persone in agenzia raddoppiano il canone, a differenza dei modelli per workspace.
- Le approvazioni semplici partono dal Professional, quelle a più livelli solo dal piano Custom.
- Conservazione dei dati limitata a sei mesi sul piano Standard, un vincolo se serve una cronologia lunga.
- Nessuna produzione di contenuti e nessuna funzione specifica per il settore assicurativo.
La migliore della lista sulle conversazioni in ingresso, che per un’agenzia assicurativa sono spesso il vero valore del canale. Il prezzo per utente e la collocazione delle approvazioni la escludono però dalla fascia sotto 100 $.
Il piano Standard costa 99 dollari per utente al mese in fatturazione mensile, 79 in annuale, e include dieci profili social. Il Professional sale a 149 dollari mensili, 119 in annuale. L’Advanced arriva a 199 dollari mensili, 149 in annuale. I profili aggiuntivi oltre i dieci costano 10 o 15 dollari al mese ciascuno a seconda della periodicità scelta.
La inbox unificata è inclusa in tutti i piani e comprende moderazione dei commenti, moderazione delle recensioni Google, ricerca, traduzione in linea e note sulle conversazioni. Per un’agenzia questo significa poter intercettare una richiesta arrivata in commento e spostarla in privato prima che diventi una discussione pubblica su una copertura. L’assegnazione dei messaggi a una persona precisa parte dal piano Professional.
Sulle approvazioni la collocazione è meno favorevole. I flussi semplici a un passaggio partono dal Professional, l’approvazione massiva dall’Advanced e i flussi a più livelli esistono solo nel piano Custom. Un’agenzia con due persone che vuole solo il controllo del titolare paga quindi almeno 119 dollari per utente al mese in annuale. La conservazione dei dati va da sei mesi sullo Standard a ventiquattro sull’Advanced.
Fonti verificate: Agorapulse prezzi, approvazioni e inbox, consultati il 20 agosto 2026
Punti di forza documentati
- Approvazione dei contenuti e inbox social già dal piano Standard a 34 dollari mensili in annuale.
- Tre utenti inclusi nello Standard, quindi titolare e collaboratori senza costi aggiuntivi.
- Dieci account social nello Standard, il doppio di quanto serve a un’agenzia mono-sede.
- Costi incrementali dichiarati e bassi: 4 dollari per account extra e 5 dollari per utente extra.
Limiti da verificare
- Il piano Essentials da 20 dollari non include né approvazione né inbox: è di fatto inadatto.
- La gestione del cliente esterno arriva solo dal piano Premium a 100 dollari mensili.
- Interfaccia in inglese e nessuna produzione di testi o immagini per l’agenzia.
- Nessuna funzione né documentazione dedicata agli obblighi degli intermediari assicurativi.
Il modo meno costoso per avere approvazione, inbox e tre utenti nello stesso piano. In cambio l’interfaccia è in inglese, i contenuti li produce l’agenzia e la gestione del cliente esterno arriva solo due piani più su.
Il piano Essentials costa 20 dollari al mese, 17 in annuale, con cinque account social e un utente. Non include però né approvazione né inbox, quindi per un’agenzia è poco utile. Lo Standard costa 40 dollari al mese, 34 in annuale, e porta dieci account, tre utenti, i flussi di approvazione dei contenuti e la inbox social.
Quel piano Standard è il punto di equilibrio più interessante fra i prodotti che non producono contenuti. Tre utenti coprono titolare, collaboratore e un eventuale consulente esterno, e i dieci account bastano ampiamente a un’agenzia con quattro profili. Gli account aggiuntivi costano 4 dollari al mese ciascuno, gli utenti aggiuntivi 5 dollari.
La gestione dei clienti come entità separate, con posizioni cliente illimitate, compare solo dal piano Premium a 100 dollari mensili, 85 in annuale. Per una singola agenzia non serve; per una rete che segue più agenzie sì, e a quel punto il confronto cambia. Tutti i prezzi indicati sono al netto delle imposte.
Fonti verificate: SocialPilot piani, approvazioni e inbox, consultati il 20 agosto 2026
Punti di forza documentati
- Piano gratuito permanente con tre canali collegati, senza scadenza né carta di credito.
- Prezzo lineare e prevedibile: si paga solo per i canali effettivamente gestiti.
- Il piano Team include collaboratori illimitati, quindi non penalizza chi ha più persone.
- Bozze illimitate su tutti i piani e note sui contenuti dal piano Essentials in su.
Limiti da verificare
- I flussi di approvazione esistono solo sul piano Team, cioè 10 dollari al mese per ogni canale.
- Con quattro profili il piano Team costa 40 dollari al mese, sopra allo Standard di SocialPilot.
- Un solo utente su Free ed Essentials, un vincolo se il titolare deve entrare a controllare.
- Nessuna produzione di contenuti e nessuna funzione per il settore assicurativo.
Il modo più economico per programmare uno o due canali, e l’unico con un piano gratuito permanente su tre profili. Il modello per canale però punisce chi ne gestisce quattro e chi vuole l’approvazione.
Buffer si paga per canale collegato. Il piano gratuito copre tre canali e un utente. Essentials costa 5 dollari al mese per canale, con 60 dollari all’anno per un canale in fatturazione annuale. Team costa 10 dollari al mese per canale e include collaboratori illimitati. Lo sconto annuale dichiarato è del 20% e i canali oltre il decimo costano meno.
La conseguenza pratica per un’agenzia con quattro profili è semplice da calcolare. Su Essentials si spendono 20 dollari al mese, ma i flussi di approvazione non sono inclusi: la pagina prezzi li elenca come non disponibili sia su Free sia su Essentials. Per ottenerli bisogna passare a Team, cioè 40 dollari al mese per quattro canali, con permessi e accessi personalizzati.
Restano le bozze illimitate su tutti i piani e le note sui contenuti dal piano Essentials, che coprono una parte del bisogno di revisione in modo informale. Per un intermediario che vuole un blocco vero prima della pubblicazione, però, informale non basta: il piano Team è il minimo utile, e a quel punto Planable o SocialPilot offrono un controllo più esplicito a costo comparabile.
Fonti verificate: Buffer prezzi, canali e approvazioni, consultati il 20 agosto 2026
Punti di forza documentati
- Account social illimitati dai piani Professional e Advanced, adatti a una rete con molte agenzie.
- Ruoli distinti per creazione, modifica e approvazione, con traccia visibile nel calendario e nelle esportazioni.
- Instradamento automatico dei messaggi ai membri del team corretto dal piano Advanced.
- Presenza consolidata e documentazione in italiano, un vantaggio nelle gare e nelle valutazioni interne.
Limiti da verificare
- Le approvazioni compaiono solo dal piano Advanced, molto lontano dal budget di un’agenzia singola.
- La pagina piani italiana non mostra gli importi nelle schede: le cifre sono relegate alle domande frequenti.
- Prezzi dichiarati riferiti alla fatturazione annuale e al netto delle imposte, quindi poco confrontabili a colpo d’occhio.
- Limiti di pubblicazione giornalieri durante la prova e pianificazione massiva non disponibile in quella fase.
Sensato quando il committente è una compagnia o una rete con decine di profili e un ufficio marketing. Per la singola agenzia il piano d’ingresso costa già più del budget stabilito e non include le approvazioni.
La pagina piani italiana non espone gli importi nelle schede dei prodotti: le uniche cifre pubblicate compaiono nelle domande frequenti, dove si legge che i piani a pagamento partono da 99 dollari per lo Standard e arrivano fino a 399 dollari per l’Advanced. I prezzi sono riferiti alla fatturazione annuale ed escludono le imposte. Il piano Enterprise è su misura.
Lo Standard include dieci account social e almeno una licenza utente; Professional e Advanced dichiarano account illimitati. La revisione e approvazione dei contenuti con il team compare per la prima volta nel piano Advanced e prosegue nell’Enterprise. Per un’agenzia assicurativa che cerca proprio quel passaggio, il costo d’ingresso è quindi molto distante dai 49 euro di PostPickr Business o dai 34 dollari di SocialPilot Standard.
Il valore reale di Hootsuite emerge su scala diversa: più marchi, ruoli distinti fra chi crea, chi modifica e chi approva, tracce delle approvazioni visibili nel calendario e nelle esportazioni, instradamento automatico dei messaggi ai membri giusti dal piano Advanced. Sono funzioni pensate per una direzione, non per un’agenzia con due persone e quattro profili.
Fonti verificate: Hootsuite piani e licenze, consultati il 20 agosto 2026, Hootsuite per le agenzie, consultato il 20 agosto 2026
Punti di forza documentati
- Gratuito senza limiti d’uso per la gestione organica di Facebook e Instagram.
- Pianificazione di post, storie e Reel con calendario, suggerimenti sugli orari e Insights inclusi.
- Ruoli assegnabili dalle impostazioni, con distinzione fra amministratore, editor e analista.
- Nessuna integrazione da configurare: è lo strumento nativo delle due reti più usate dalle agenzie.
Limiti da verificare
- Nessun flusso di approvazione editoriale nativo: chi può pubblicare pubblica senza passaggi intermedi.
- Copre solo l’ecosistema Meta: LinkedIn e X restano fuori e vanno gestiti a parte.
- Orizzonte di pianificazione limitato, indicato intorno ai ventinove giorni in anticipo.
- Analisi essenziali e gestione multi-marchio poco pratica se l’agenzia cresce.
Onestamente sufficiente per molte agenzie mono-sede, e nessuna delle alternative a pagamento lo batte sul costo. Manca però la cosa che in un contesto regolato pesa di più: un flusso di approvazione editoriale prima della pubblicazione.
Meta Business Suite è gratuito e copre Facebook, Instagram e WhatsApp da un’unica interfaccia, sia da desktop sia da app. Include lo strumento di pianificazione per post, storie e Reel, la vista giornaliera e mensile del calendario, i suggerimenti sugli orari e gli Insights. Se non si acquistano inserzioni non c’è alcun costo di piattaforma.
La gestione degli accessi avviene dalle impostazioni, aggiungendo persone e assegnando ruoli come amministratore, editor o analista. Questo copre la separazione minima fra chi scrive e chi amministra la pagina, e per un’agenzia con due persone è già qualcosa. Non copre invece la revisione: non esiste un flusso di approvazione editoriale nativo, quindi chi ha il permesso di pubblicare pubblica.
Gli altri vincoli sono l’orizzonte di pianificazione, indicato da fonti di settore intorno ai ventinove giorni in anticipo, l’assenza di LinkedIn e X, e analisi limitate rispetto ai prodotti a pagamento. Va comunque tenuto sul tavolo: un’agenzia che oggi non pubblica affatto guadagna più passando da zero a Meta Business Suite che scegliendo il tool giusto.
Fonti verificate: Guida a Meta Business Suite e allo strumento di pianificazione, consultata il 20 agosto 2026
Punti di forza documentati
- Fornitore italiano con interfaccia in italiano, elemento raro fra i prodotti con generazione dei contenuti.
- Elenca workspace separati per cliente, ruoli, permessi e accesso esterno per le approvazioni.
- Copertura di reti dichiarata più ampia della media, incluso il profilo dell’attività su Google.
- Garanzia di rimborso a trenta giorni indicata per i piani premium.
Limiti da verificare
- La pagina consultata non pubblica prezzi in euro per i piani superiori né soglie di profili, post o utenti.
- L’unica cifra visibile è un livello iniziale a zero espresso in dollari, in contraddizione con le domande frequenti.
- Le referenze pubblicate non sono verificabili e non consentono di stimare la base clienti reale.
- Nessuna funzione né documentazione dedicata agli obblighi degli intermediari assicurativi.
Sulla carta è l’unico concorrente italiano che combina generazione dei contenuti, workspace per cliente e flusso di approvazione. In pratica la pagina consultata non pubblica prezzi in euro né soglie, e questo basta a collocarlo ultimo.
Il prodotto si presenta come piattaforma italiana di gestione social con programmazione, pubblicazione, calendario, pubblicazione automatica da RSS, filigrana, accorciatore di link e generazione dei contenuti tramite intelligenza artificiale. Le reti dichiarate nelle domande frequenti sono Facebook, Instagram, LinkedIn, X, Pinterest, TikTok, YouTube e il profilo dell’attività su Google.
Le funzioni che interesserebbero un’agenzia assicurativa ci sono tutte in elenco: workspace separati per cliente, gestione del team con ruoli e permessi, accesso dei clienti per le approvazioni, flusso di approvazione dichiarato fra le funzionalità. La generazione automatica di post con testo, hashtag e suggerimenti per le immagini è indicata come disponibile nei piani premium.
Il problema è la verificabilità. Sulla pagina consultata l’unico prezzo visibile è quello del livello iniziale a zero, in dollari, mentre le domande frequenti affermano che i prezzi sono in euro. Non compaiono soglie numeriche di profili, post o utenti per i piani superiori. Per un acquisto in un settore vigilato, questa è una ragione sufficiente per chiedere condizioni scritte prima di procedere.
Fonti verificate: Gestione Social, funzioni e piani, consultati il 20 agosto 2026
Confronta il flusso di lavoro sulla tua attività
Esamina i servizi gestiti, i controlli di approvazione, le destinazioni di pubblicazione e i limiti dichiarati di theStacc prima di scegliere.
I dieci prodotti sullo stesso caso d’agenzia
| Fornitore | Modello di erogazione | Ambito documentato | Ideale per | Limite principale |
|---|---|---|---|---|
| theStacc | Produce, fa approvare e pubblica | Testi e immagini con logo per Instagram, LinkedIn, Facebook e X | Agenzia senza nessuno che scriva i post | Interfaccia inglese; nessuna funzione IVASS; quattro reti |
| Planable | Approva e pubblica per workspace | Approvazione obbligatoria, blocco del contenuto, utenti illimitati | Controllo rigido sulle bozze | Non produce contenuti; multi-livello solo Enterprise |
| PostPickr | Pianifica, fa approvare e misura | Progetti, canali, ruolo Cliente in sola approvazione | Agenzia con contenuti già pronti in italiano | Ruolo Cliente solo dal piano Business; IVA esclusa |
| Metricool | Pianifica, risponde e analizza | Planner, inbox, concorrenti, ruoli e report | Misurare prima di investire di più | Approvazioni solo dal piano Advanced a 15 brand |
| Agorapulse | Gestisce conversazioni e pubblica | Inbox unificata, moderazione, assegnazioni, report ROI | Richieste di preventivo che arrivano dai social | Prezzo per utente; approvazioni dal Professional |
| SocialPilot | Pianifica con approvazione e inbox | 10 account, 3 utenti, approvazioni e inbox su Standard | Approvazione al costo più basso della lista | Gestione cliente esterno solo dal piano Premium |
| Buffer | Coda a prezzo per canale | Programmazione, bozze illimitate, note, permessi su Team | Agente singolo con uno o due canali | Approvazioni solo su Team, a 10 $ per canale |
| Hootsuite | Suite con governance estesa | Account illimitati, ruoli, tracce di approvazione, instradamento | Rete agenziale o direzione commerciale | Approvazioni solo su Advanced; ingresso da 99 $ |
| Meta Business Suite | Strumento nativo gratuito | Pianificazione post, storie e Reel su Facebook e Instagram | Agenzia che oggi non pubblica affatto | Nessuna approvazione editoriale; solo ecosistema Meta |
| Gestione Social | Genera, fa approvare e pubblica | Workspace, ruoli, approvazioni e generazione dei post | Chi cerca un fornitore italiano alternativo | Prezzi e soglie non pubblicati nella pagina consultata |
Come scegliere in base a budget, persone e mandante
La scelta si riduce a due domande, in questo ordine. La prima: chi scrive i contenuti? Se la risposta è nessuno, un software di pianificazione non risolve nulla e il confronto si restringe ai due prodotti che producono davvero. La seconda: chi risponde di quello che esce? Se la risposta è il titolare iscritto al RUI, il prodotto deve poter bloccare una bozza, non solo segnalarla.
Tutto il resto — analisi, hashtag, orari consigliati, confronto con i concorrenti — è utile ma non decide. Un’agenzia che pubblica quattro post al mese controvoglia non ha un problema di analytics.
Fasce di budget realistiche per un’agenzia mono-sede
Sotto i 20 euro al mese esistono tre strade oneste: Meta Business Suite a costo zero per Facebook e Instagram, Metricool Starter da 16 euro annuali per aggiungere LinkedIn e misurazione, oppure Buffer Essentials su uno o due canali. Nessuna delle tre include un blocco prima della pubblicazione, quindi vanno bene solo se chi pubblica è la stessa persona che risponde del contenuto.
Fra 30 e 60 dollari o euro al mese si compra il controllo. SocialPilot Standard a 34 dollari annuali porta approvazione, inbox, dieci account e tre utenti. Planable Pro a 49 dollari per workspace porta l’approvazione obbligatoria e il blocco del contenuto. PostPickr Business a 49 euro porta il ruolo Cliente e la fatturazione italiana. theStacc a 49 dollari porta invece i contenuti già scritti e pubblicati.
Sopra i 100 dollari al mese si entra nel territorio di Agorapulse e Hootsuite. Ha senso quando i social generano abbastanza richieste da giustificare una persona che le smista, o quando il committente non è la singola agenzia ma una rete. Per un’agenzia con quattro profili e due persone, quella spesa compra soprattutto funzioni che nessuno userà.
- Fino a 20 €/mese: Meta Business Suite, Metricool Starter o Buffer Essentials, senza approvazione bloccante.
- Fra 30 e 60: SocialPilot Standard, Planable Pro, PostPickr Business o theStacc, a seconda che serva controllo o produzione.
- Oltre 100: Agorapulse o Hootsuite, giustificati solo da volume di conversazioni o da una rete di agenzie.
Chi produce i contenuti: agenzia, fornitore o software
Otto dei dieci prodotti confrontati presuppongono che i testi arrivino già scritti. È una premessa che salta quasi sempre nelle agenzie assicurative, dove la persona più adatta a spiegare una garanzia è anche la più occupata a rinnovare polizze. Il risultato tipico è un abbonamento attivo e un calendario fermo a tre settimane fa.
Le alternative sono tre. Affidare la produzione a un fornitore esterno, con un costo che in Italia parte in genere ben oltre il canone di qualunque software e va concordato per iscritto sul numero di contenuti. Produrre internamente, che funziona solo se una persona ha ore protette in calendario. Oppure usare un prodotto che scrive e pubblica, accettando che il testo vada riletto prima di uscire.
Qualunque strada si scelga, il punto di controllo non cambia: qualcuno deve leggere il contenuto prima che diventi pubblico. Un testo generato automaticamente su una copertura o su un massimale va trattato come una bozza da correggere, mai come un contenuto pronto. Questo vale per theStacc esattamente come per qualsiasi altro strumento con funzioni automatiche.
- Conta quanti contenuti l’agenzia ha effettivamente pubblicato negli ultimi novanta giorni, non quanti erano previsti.
- Se sono meno di uno a settimana, il problema è la produzione, non lo strumento di pianificazione.
- Metti per iscritto chi rilegge e chi approva, con un sostituto per ferie e assenze.
Che cosa chiedere prima di firmare
Le domande utili in una trattativa non riguardano le funzioni elencate in homepage, che sono quasi identiche fra prodotti. Riguardano i confini: che cosa succede quando qualcosa va storto, chi vede che cosa, e che cosa resta all’agenzia il giorno della disdetta.
Sul prezzo, chiedi sempre la cifra con quattro profili, due utenti e approvazione attiva, in fatturazione mensile e annuale, IVA compresa. Su cinque dei dieci prodotti confrontati la cifra che serve davvero non è quella mostrata per prima. Sul contratto, chiedi la durata minima, la modalità di disdetta e se il piano si rinnova in automatico.
Sui dati, chiedi dove sono conservati bozze, immagini e token di accesso ai social, per quanto tempo resta la cronologia delle approvazioni e in che formato è esportabile. Agorapulse dichiara sei mesi di conservazione sul piano d’ingresso e ventiquattro sull’Advanced: è un esempio di vincolo che nessuno legge prima e tutti scoprono dopo.
- Prezzo totale con quattro profili, due utenti e approvazione, mensile e annuale, IVA inclusa.
- Durata minima, rinnovo automatico e preavviso di disdetta indicati nel contratto, non nel sito.
- Periodo di conservazione della cronologia delle approvazioni e formato di esportazione.
- Chi mantiene l’accesso alle pagine se il collaboratore che le ha collegate lascia l’agenzia.
Agenzia singola, più sedi o rete con mandante
Un’agenzia con una sede e quattro profili sta comodamente dentro il piano d’ingresso di qualunque prodotto della lista, e la scelta si gioca solo su produzione e approvazione. Nessun motivo di pagare per account illimitati o per gestione multi-brand.
Con due o tre sedi il modello di prezzo diventa il fattore decisivo. Planable e PostPickr ragionano per workspace o progetto, quindi il costo cresce per sede. Agorapulse ragiona per utente, quindi cresce per persona. SocialPilot e Buffer crescono per account collegato. La stessa struttura può costare il triplo a seconda di quale dimensione cresce nella tua organizzazione.
Quando entra in gioco la mandante, il tema cambia natura. Serve capire quali contenuti richiedono un passaggio dalla direzione, se esiste una libreria di materiali già approvati da riutilizzare e se l’agenzia può integrare quei materiali con contenuti propri. Questa è una conversazione da fare con la compagnia prima di scegliere il software, perché può ridurre il problema a una semplice programmazione.
- Una sede: scegli su produzione e approvazione, ignora le funzioni multi-brand.
- Più sedi: verifica se il prezzo cresce per workspace, per utente o per account collegato.
- Con la mandante: chiedi prima quali contenuti sono già approvati e riutilizzabili.
Errori che rendono inutile un confronto SEO
- Confrontare i piani d’ingresso invece dei piani che includono l’approvazione. Su Metricool, Agorapulse, Hootsuite, Buffer e SocialPilot il flusso di approvazione non è nel primo piano. Il confronto onesto si fa sul piano che contiene la funzione che serve.
- Dimenticare l’IVA e la valuta. PostPickr e Metricool pubblicano prezzi IVA esclusa in euro, gli altri in dollari al netto delle imposte. Su un anno la differenza fra il numero in tabella e il costo reale è consistente.
- Trattare un contenuto generato automaticamente come pronto. Un testo che parla di garanzie, massimali o esclusioni va riletto da chi risponde del contenuto. Nessuno strumento di questa lista, theStacc compreso, esegue quel controllo al posto dell’agenzia.
- Scegliere lo strumento prima di aver deciso chi scrive. Otto prodotti su dieci presuppongono contenuti già pronti. Se in agenzia nessuno li produce, l’abbonamento resta attivo e il calendario resta vuoto.
- Ignorare gli obblighi sui canali digitali dell’intermediario. Il Regolamento IVASS 40/2018 dedica un articolo specifico ai siti internet e ai profili di social network degli intermediari. Va letto nella versione consolidata, insieme alla mandante.
- Collegare le pagine con l’account personale di un collaboratore. Quando quella persona lascia l’agenzia, gli accessi se ne vanno con lei. Le pagine vanno collegate tramite un account aziendale con ruoli assegnati, in qualunque strumento si scelga.
Domande frequenti
Sì. Nessuna norma impone strumenti certificati per pubblicare sui social. Quello che la normativa richiede riguarda il contenuto e la sua riconoscibilità come pubblicità, non il programma usato per pubblicarlo. Il Regolamento IVASS 40/2018 dedica però un articolo ai siti internet e ai profili di social network degli intermediari, quindi la scelta del software non esaurisce gli adempimenti.In pratica conviene selezionare un prodotto che permetta di bloccare una bozza prima della pubblicazione e di ricostruire chi ha approvato che cosa, perché è quella traccia a rendere gestibile una contestazione.
Il costo del software va da zero a circa cento dollari al mese. A costo zero c’è Meta Business Suite, limitato però a Facebook e Instagram e senza approvazione editoriale. Con approvazione inclusa, i punti più bassi sono SocialPilot Standard a 34 dollari al mese in fatturazione annuale e PostPickr Business a 49 euro più IVA. Se serve anche la produzione dei contenuti, theStacc parte da 49 dollari al mese per trenta post.Il costo maggiore resta comunque il tempo interno: va stimato prima, non dopo la firma.
Se pubblica direttamente la persona che risponde del contenuto, un flusso formale non aggiunge molto. Serve quando le mani sono più di una: un collaboratore che prepara, un titolare che verifica, eventualmente la mandante per i contenuti di prodotto. In quel caso conta la differenza fra un’approvazione facoltativa e una obbligatoria.Planable Pro impone il via libera e blocca il contenuto dopo l’approvazione; Buffer offre note e bozze ma i flussi veri solo sul piano Team; Meta Business Suite non ha alcun passaggio nativo di revisione.
Il regolamento disciplina la distribuzione assicurativa e contiene un capo sulla promozione e sul collocamento mediante tecniche di comunicazione a distanza. Dentro quel capo si trova un articolo intitolato «Sito internet e profili di social network degli intermediari» e un altro dedicato alle comunicazioni commerciali diffuse con tecniche di comunicazione a distanza. La definizione di pubblicità è ampia e copre qualsiasi messaggio diffuso con qualunque mezzo per promuovere prodotti assicurativi.Il testo è stato modificato più volte, quindi va consultato nella versione consolidata pubblicata da IVASS insieme alla propria mandante.
No, e nessun altro prodotto di questa lista lo è. theStacc produce testi e immagini e li pubblica su Instagram, LinkedIn, Facebook e X, con una modalità che trattiene ogni bozza fino all’approvazione. Non contiene controlli sulla normativa IVASS, librerie di avvertenze di prodotto, verifiche di coerenza con il set informativo né alcuna funzione pensata per l’intermediazione.La responsabilità del contenuto resta interamente dell’agenzia e, per i prodotti della compagnia, delle funzioni di controllo della mandante. Un fornitore che dichiarasse il contrario andrebbe verificato con attenzione.
Dipende da chi lo usa ogni giorno. Un prodotto italiano come PostPickr semplifica lingua, assistenza, fattura ed IVA, e il suo ruolo Cliente è pensato proprio per far approvare qualcuno che non deve toccare altro. Gli strumenti internazionali offrono in genere più funzioni per lo stesso prezzo, ma con interfaccia in inglese e fatturazione estera.Se in agenzia il social lo gestisce un collaboratore poco a suo agio con l’inglese, il vantaggio funzionale di un prodotto internazionale si perde nei primi due mesi.
Facebook resta il canale con la base più ampia per la clientela retail locale, Instagram funziona per contenuti brevi e volti riconoscibili, LinkedIn è il canale naturale per i rami aziendali, le convenzioni e il rapporto con imprese e professionisti. X ha un ruolo marginale per la maggior parte delle agenzie territoriali.La scelta pratica è due canali fatti bene invece di quattro abbandonati: quasi tutti i piani d’ingresso confrontati coprono tranquillamente due o tre profili senza costi aggiuntivi.
La regola operativa è spostare la conversazione in privato prima che diventi una quotazione pubblica. Un commento che chiede quanto costa una polizza non va mai lavorato nel thread: si risponde ringraziando e invitando a scrivere in messaggio diretto o a contattare l’agenzia.Sul piano degli strumenti, Agorapulse e Hootsuite permettono di assegnare la conversazione a una persona precisa; Metricool include la inbox in tutti i piani; theStacc non ha una inbox, quindi i messaggi si gestiscono sulle piattaforme native.
Conviene quando il volume e la qualità richiesti superano quello che l’agenzia può produrre internamente, e quando esiste un budget stabile per almeno sei mesi. Un fornitore esterno porta però lo stesso problema di controllo: i contenuti vanno comunque riletti e approvati da chi risponde.La differenza rispetto al software è il costo, in genere ben superiore al canone di qualunque prodotto qui confrontato, e la necessità di un contratto che fissi numero di contenuti, tempi di revisione e proprietà dei materiali prodotti.
Cambia molto da prodotto a prodotto ed è la domanda che quasi nessuno fa prima di firmare. I post già pubblicati restano sulle piattaforme, perché sono ospitati da Meta, LinkedIn o X. Quello che può sparire è tutto il resto: bozze non pubblicate, immagini caricate, cronologia delle approvazioni e statistiche storiche. Agorapulse dichiara sei mesi di conservazione sul piano Standard e ventiquattro sull’Advanced.Prima di sottoscrivere, chiedi per iscritto il periodo di conservazione e il formato di esportazione.
Per iniziare sì, a due condizioni. La prima è che i canali siano Facebook e Instagram, coperti gratuitamente da Meta Business Suite con pianificazione, calendario e statistiche di base. La seconda è che a pubblicare sia direttamente chi risponde del contenuto, perché nessun piano gratuito offre un blocco prima della pubblicazione. Il piano gratuito di Metricool aggiunge un brand con venti contenuti al mese, quello di Buffer copre tre canali.Sono punti di partenza legittimi: il canone si giustifica quando il collo di bottiglia diventa visibile.
Meglio ragionare per continuità che per frequenza. Due contenuti a settimana mantenuti per un anno valgono più di venti pubblicati a gennaio e nulla fino a settembre, perché il pubblico locale nota l’abbandono più della quantità. I piani confrontati riflettono questa scala: Metricool Free consente venti contenuti al mese, Planable Basic sessanta per workspace, theStacc trenta post nel piano da 49 dollari.Prima di scegliere una soglia, verifica quanti contenuti l’agenzia ha davvero pubblicato negli ultimi tre mesi.
Fonti e politica editoriale
I dati sui fornitori provengono dalle pagine ufficiali datate collegate qui sotto. Le posizioni sono valutazioni editoriali secondo i criteri dichiarati. Nessun fornitore ha acquistato la propria posizione e non viene promesso alcun risultato.
- [01]Regolamento IVASS n. 40 del 2 agosto 2018 e testo consolidato, consultati il 20 agosto 2026
- [02]Regolamento IVASS n. 41 del 2 agosto 2018, consultato il 20 agosto 2026
- [03]Indice degli articoli del Regolamento IVASS 40/2018, consultato il 20 agosto 2026
- [04]theStacc Social Media, consultato il 20 agosto 2026
- [05]theStacc prezzi e moduli, consultati il 20 agosto 2026
- [06]Planable prezzi, approvazioni e workspace, consultati il 20 agosto 2026
- [07]PostPickr piani e prezzi, consultati il 20 agosto 2026
- [08]PostPickr formulazione dei piani e ruolo Cliente, consultata il 20 agosto 2026
- [09]Metricool prezzi e funzioni per piano, consultati il 20 agosto 2026
- [10]Agorapulse prezzi, approvazioni e inbox, consultati il 20 agosto 2026
- [11]SocialPilot piani e funzioni, consultati il 20 agosto 2026
- [12]Buffer prezzi per canale e approvazioni, consultati il 20 agosto 2026
- [13]Hootsuite piani e licenze, consultati il 20 agosto 2026
- [14]Guida a Meta Business Suite e pianificazione, consultata il 20 agosto 2026
- [15]Gestione Social, funzioni e piani, consultati il 20 agosto 2026
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